Rivalutiamo la Posidonia

posidoniaLa Posidonia è una pianta acquatica tipica del Mar Mediterraneo, le sue caratteristiche sono molto simili a quelle delle piante terrestri, poiché è dotata tanto di radici, quanto di un proprio fusto rizomatoso, quanto ancora di foglie normalmente raggruppate in ciuffi, che possono raggiungere lunghezze pari anche al metro.
Il periodo di fioritura della posidonia è legato all’ autunno e alla primavera e, quando ciò avviene, la pianta forma autentiche praterie sottomarine di vitale importanza per il mantenimento dell’equilibrio nell’ecosistema del mar Mediterraneo.

La Sardegna, meravigliosa isola da sempre sinonimo di bellezze naturali sovente aspre, selvagge e incontaminate e, proprio per questo affascinanti e fortemente evocative del carattere deciso dei suoi abitanti, è particolarmente ricca di tali piante lungo le proprie coste; ma, per lungo tempo ne ha ignorato l’importanza ed il ruolo, ed ha cominciato a rendersene conto soltanto nell’ultimo periodo, quando sono diventati sempre più gravi ed incombenti le minacce che mettono a repentaglio le bellezze naturali dell’isola, il suo habitat marino, e la sopravvivenza stessa della vastissima fascia costiera.
Le cause di tali minacce sono molteplici e la loro natura, nella maggior parte dei casi, è da ricondurre all’opera sconsiderata dell’uomo.
Questo perché, se da un lato è vero che fenomeni naturali incontrollabili, quali ad esempio frane e smottamenti, già di loro hanno determinato un considerevole arretramento di ampi tratti di costa, dall’altro è altrettanto vero che l’uomo, anziché svolgere un’importante opera di conservazione ambientale, ha contribuito ad aggravare la situazione tramite opere di ingegneria urbanistica, animata sovente da finalità turistiche.

Si pensi alla realizzazione di dighe e all’intercettazione delle correnti fluviali, con finalità di presunta difesa degli argini dei fiumi; si pensi ancora alla sconsiderata asportazione dai fondali di ingenti quantità di sabbia, al fine di determinarne il riutilizzo nel campo dell’edilizia.
Tutto ciò, a lungo andare, ha finito col determinare un gravissimo impatto ambientale, contraddistinto dall’arretramento della fascia costiera: fenomeno che non soltanto rappresenta una seria minaccia per le città marinare ma che, soprattutto, tende a minare tutto l’ecosistema che governa l’ambiente marino.

In questo contesto allarmante, la posidonia oceanica ha sempre svolto un prezioso compito di protezione dell’habitat marino e delle coste sarde; sebbene, istituzioni e popolazioni locali, ignare dell’importanza del suo ruolo, hanno cercato di osteggiarla in ogni modo.
Questa pianta svolge una naturale funzione di protezione della costa dall’erosione. Rappresenta un eccellente bio indicatore della qualità delle acque marine costiere. Più sono pulite, più è frequente che banchi di posidonia vadano a spiaggiarsi sulle banchine, creando preziose barriere naturali che ostacolano il fenomeno dell’erosione costiera.

Tuttavia, complice forse l’aspetto non troppo gradevole dal punto di vista estetico, e la sua natura maleodorante, la Posidonia è sempre stata, a torto, malvista dagli operatori turistici sardi.
Trattata al pari di una qualsivoglia alga comune, cosa che la posidonia oceanica non è, è stata considerata un potenziale deterrente all’afflusso delle masse turistiche che ogni estate popolano l’isola, e che potrebbero vedere nei banchi di posidonia spiaggiati un segnale di sporcizia e scarsa igiene delle spiagge. Mai intuizione fu più sbagliata e autolesionistica.
Animati dalle loro erronee convinzioni, le amministrazioni comunali e gli operatori turistici hanno proceduto per lunghissimi periodi all’asportazione meccanica di ampie quantità di queste biomasse vegetali, andando ad ampliare gli spazi dedicati alle attività ludiche da praticare in spiaggia: musica, sport, giochi vari, etc.
In tal modo, però, si è andata ad aggravare ulteriormente una situazione già di suo notevolmente precaria.
Oggi finalmente si comincia a registrare un’incoraggiante inversione di marcia: si inizia a comprendere il fondamentale ruolo svolto dalla Posidonia, non procedendo più alla rimozione forzata delle biomasse spiaggiate ma, anzi, la pianta è stata finalmente assimilata alle specie protette.
Un importante primo passo avanti, dunque, è stato già fatto. Il successivo, vera sfida perché impegnativo, è quello divulgativo ed informativo: occorre far comprendere alle folle turistiche che la posidonia non va vista con ribrezzo, non è indice di sporcizia della spiaggia e delle acque; ma è vero semmai il contrario. Infatti come detto poco fa, laddove sono presenti banchi di posidonia spiaggiate, le acque sono più pulite e le coste più protette e, proprio per questo, si può e si deve continuare a scegliere le spiagge sarde come meta privilegiata per le proprie vacanze.

Rolex usati meglio venderli o ripararli?

rolexMovimento, vetro, corona di fissaggio, cinturino: sono molte le componenti di un orologio che ne determinano il valore. Per questo valutare un orologio, anche se realizzato in oro, non è un compito semplice: se l’intenzione è quella di privarsene, è sempre meglio rivolgersi ai professionisti del settore.

Quando la cassa è in oro, ad esempio, per poterla pesare e quindi capirne il reale valore, è necessario privarla di quelle parti che, non essendo realizzate in materiali nobili, potrebbero falsarne la valutazione, quali ad esempio il movimento, vetro e corona di fissaggio. Discorso a parte merita il cinturino: se è anch’esso in oro o altro materiale nobile, anch’esso verrà pesato. Atrimenti verrà rimosso. Ovviamente non esiste una sola tipologia di oro: il titolo dello stesso, ovvero la purezza del metallo, è determinante nella valutazione. L’oro 18 carati è il più utilizzato da noi, ma nel mondo anglosassone si utilizza ad esempio l’oro 14 carati o addirittura l’oro 10 carati, che sono leghe meno pregiate e quindi scontano una valutazione inferiore. Per questa ragione, solitamente, le parti in oro di un orologio sono marchiate: ciascun marchio fornisce informazioni preziose inerenti non solo il tipo di metallo ed il suo titolo, ma anche sulla manifattura dell’orologio stesso oltre che spesso persino sulla data di fabbricazione.

All’opposto esistono orologi privi di marchi, che tuttavia potrebbero ugualmente essere stati realizzati in oro. Per questi casi esistono dei tester che consentono all’operatore di comprendere la tipologia di metallo utilizzato per l’orologio. Un altro aspetto fondamentale per la corretta valutazione di un orologio è ovviamente dato dalla manifattura: un modello marcato Rolex, ad esempio, viene denominato “senza tempo”, perché mantiene intatto il suo valore negli anni e spesso si apprezza proprio come un’ opera d’arte.

Cosa fare, allora, in presenza di un orologio di valore, magari proprio un Rolex, piuttosto malconcio e bisognoso di riparazioni? E’ meglio venderlo o farlo riparare, riportandolo allo splendore che merita? La domanda è ardua ed ovviamente è anche molto influenzata dalla disponibilità economica: se l’intenzione è vendere, magari questa sarà la soluzione preferita. Qualsiasi sia la vostra scelta, rivolgersi ad un negozio veramente competente e specializzato è certamente un passo da non sottovalutare. Sul sito di “Pensieri d’oro”, ad esempio, è possibile entrare in contatto con autentici professionisti del settore dell’orologeria, i quali sapranno consigliarci al meglio sul da fare. Riparare un Rolex non è affare per qualsiasi aspirante orologiaio: modificare il movimento o montare pezzi non originali comporta una sensibile diminuzione del valore. Al contrario, riportare un capolavoro dell’orologeria ad uno stato “come nuovo” rappresenta un investimento importante, oltre al piacere impagabile di mettere al polso un oggetto autenticamente ambito: un vero e proprio status symbol. La quantità di oro, insomma, non è l’unico parametro da tenere in considerazione: la pesatura è una fase veramente importante ma non bisogna tralasciare la considerazione di cosa è, in essenza, un orologio: si tratta di qualcosa di molto più sofisticato di un gioiello! Il suo “cuore” pulsante, il movimento, può essere realizzato con criteri assolutamente industriali, e quindi valere pressoché nulla, oppure assamblato a mano da mani di esperti artigiani i quali, pezzo per pezzo, pazientemente realizzano -a volte nel corso di molte settimane- una macchina capace di “catturare” lo scorrere del tempo in maniera impeccabile. E’ proprio qui che, dal semplice peso del metallo prezioso, si crea l’autentica magia che fa di un orologio da polso un pezzo da collezione.

Anche una maison blasonata come Rolex vanta, al suo interno, una sterminata quantità di modelli differenti e realizzati in epoche differenti: saperli distinguere, cogliendone le minute sfumature che caratterizzano questo o quel movimento, la cassa, il cinturino ed il quadrante è un lavoro per pochi esperti. Esistono quadranti tempestati di diamanti, ad esempio. Oppure in monoblocco di pietra dura quali onice, lapislazzulo, occhio di tigre. Rolex produce spesso pezzi unici per personaggi facoltosi o celebrità: per questo, accanto alla normale produzione, può capitare di imbattersi in pezzi speciali dal valore elevatissimo. Nessuno più di un professionista del settore può prendere in carico la corretta valutazione del vostro orologio in oro, specialmente se si tratta di un Rolex.

Correttamente, presso Pensieri d’oro, vi verrà proposto anzitutto di riparare la vostra macchina del tempo e tenerla con voi ancora per molti anni, magari passandola attraverso le generazioni: un bell’orologio è infatti un qualcosa destinato a durare per sempre. Se la vostra decisione finale è invece per la vendita dell’oggetto, allora quella che vi sarà proposta sarà la valutazione più corretta sul mercato, basata sia sul valore intriseco dei metalli preziosi che sul blasone della marca e sull’unicità della lavorazione. Sarà così possibile anche permutare il vostro orologio con un’altro, magari più rispondente al vostro gusto ed alle vostre attitudini personali. Da sempre, infatti, quello che mettiamo al polso ci rappresenta non solo in termini estetici ma anche in ottica di dinamismo ed interpretazione della quotidianità: un tipo più sportivo opterà per un cronografo oppure un orologio del tipo submariner, mentre coloro che preferiscono le linee classiche magari sceglieranno la classica forma Oyster, letteralmente “ostrica”, forse il più famoso modello prodotto da Rolex, imitato da decine e decine di altre maison.

I differenti servizi dei compro oro

anello oroLo stile di vita moderno, i cambi delle mode anche nel campo della gioielleria, il sempre minore utilizzo di gioielli nella vita quotidiana, ha portato moltissime persone, negli ultimi decenni, a vendere il proprio oro perché, fondamentalmente, non lo utilizza più. Gioielli della nonna dal design poco proponibile, orologi classici che raramente vengono indossati, spille, fermacravatte e regali di compleanno mai messi: sono questi i preziosi che vengono maggiormente portati presso i negozi che vendono ed acquistano oro per una valutazione ed una vendita sicure.
Ma cosa sono realmente i negozi compro oro? Perché ci si rivolge a loro e non ad una gioielleria? E soprattutto, ci si può fidare affidando i propri preziosi a questo tipo di negozi?

I punti vendita oro sono dei negozi in cui si possono vendere non solo oggetti d’oro, ma anche d’argento e in altri metalli e, in alcuni casi, anche pietre preziose, prevalentemente diamanti. Chi vende i propri preziosi in questo tipo di negozi dovrebbe conoscere alcune regole fondamentali. Innanzitutto è bene sapere che gli unici tipi di oggetti che questo negozio acquista sono i gioielli usati, che solo i maggiorenni possono effettuare le vendite in un negozio di questo genere e che è sempre richiesto un documento d’identità per potere identificare il venditore. Tutte le informazioni, relative al venditore e all’oggetto venduto vengono registrate dal negozio per una completa trasparenza delle operazioni. Questi punti vendita di oro e altri preziosi, infatti, per la legge antiriciclaggio, sono soggetti ad una rigida normativa da seguire.

Le principali differenze tra un punto vendita-acquisto oro ed una gioielleria è rappresentata dal tipo di gioielli venduti. Le gioiellerie, infatti, vendono gioielli nuovi e alla moda e, soprattutto, non tutte le gioiellerie sono autorizzate all’acquisto di gioielli usati. I negozi compro oro, invece, basano la propria attività proprio sull’acquisto dell’oro usato, che può poi essere rivenduto a privati, a grossisti o alle società di fusione metalli. Non bisogna quindi meravigliarsi se questo tipo di negozio, al suo interno, presenta teche ed espositori con gioielli in vendita: si tratta di usati che devono però necessariamente essere certificati per poter essere venduti a clienti di ogni tipo, siano essi privati o aziende. Una particolare attenzione va riposta sulla vendita delle pietre preziose. La valutazione degli oggetti d’oro va fatta dopo aver pesato l’oggetto liberato da eventuali parti non d’oro, tra cui anche le pietre preziose. Non tutti i punti vendita effettuano la valutazione e l’acquisto delle pietre preziose, per cui, quando esse non sono facilmente smontabili, il negoziante potrebbe non procedere con l’acquisto perché non può effettuare la valutazione dell’oro libero.
Naturalmente la valutazione diventa molto più semplice se si tratta di lingotti o di monete (d’oro o d’argento), in cui il metallo è puro e la pesatura e la valutazione risultano molto più semplici. Nel caso delle monete, gli operatori potranno valutare non solo il peso del metallo, ma anche la possibilità che le monete in vendita possano avere qualche valore storico. In questo caso, però, solo l’occhio esperto di un numismatico potrà fornire maggiori dettagli.

L’affidabilità dei negozi in cui si effettua vendita ed acquisto di oro ed altri preziosi non è sempre riconosciuta da tutti, a causa di alcuni venditori disonesti che hanno discreditato la figura professionale di chi acquista l’oro seguendo tutte le regole imposte dallo Stato. Per questo motivo è sempre bene affidarsi ad un punto vendita che faccia parte di una grande catena di franchising, che ha un sito internet molto ben dettagliato dove poter acquisire tutte le informazioni necessarie e che lavora nella massima trasparenza. Questi punti vendita seguono dei protocolli molto precisi, quali la pesatura degli oggetti davanti alla clientela, la richiesta di un documento d’identità, la registrazione dei prodotti acquistati, l’emissione di regolare ricevuta. Sicuramente anche la professionalità dell’operatore aiuta a comprendere la serietà del punto vendita: per quanto sia facile aprire questo tipo di attività, solo la preparazione di chi vi opera può essere sinonimo di professionalità. Un addetto alla vendita realmente professionale sa sempre darvi spiegazioni sul perché di una valutazione, sa riconoscere una fattura pregiata di un determinato gioiello e soprattutto non fa nessuna fatica a ricordare le quotazioni di oro ed argento del giorno in cui si effettua la vendita.

Il restauro di mobili antichi, una passione che si tramanda

antiquariatoCon il termine “restauro” viene indicato quel complesso di tecniche volte a restituire a mobili antichi ed oggetti d’arte il loro originario splendore. A questo scopo, esiste una lunga tradizione che oggi si avvale delle più moderne strumentazioni per supportare metodologie antiche e sapienti, tramandatesi immutate di generazione in generazione.

Il lavoro di restauro di un mobile antico può avere differenti finalità che vanno dal semplice recupero di un oggetto caro al ripristino di un manufatto dal consistente valore storico o economico. In tutti i casi, per ottenere un risultato di elevata qualità e di lunga durata è fondamentale rivolgersi ad un professionista qualificato, dotato di tutte le competenze che occorrono per applicare ad ogni oggetto il procedimento di recupero più appropriato ed efficace. Il restauratore, infatti, non si limita semplicemente a riparare il mobile o a modificarlo in base alla moda e al gusto del momento, come accadeva nei secoli passati; la sua attività spazia dalla riparazione delle parti danneggiate al ripristino dell’aspetto originario del mobile, dall’intervento conservativo fino all’adattamento del manufatto in funzione di una più moderna destinazione d’uso. In questo senso, l’intervento di restauro mira a reintegrare il mobile antico non soltanto nei suoi materiali e nel suo aspetto strutturale, ma anche dal punto di vista storico e stilistico: per questa ragione, il professionista deve disporre sia delle competenze tecniche, sia di quelle artistiche ed antiquarie, per poter individuare in ogni stile l’espressione del gusto estetico di un’epoca ed intervenire nel pieno rispetto delle sue caratteristiche peculiari.

Ciò accade, ad esempio, quando si devono reintegrare delle parti mancanti oppure quando è necessario sottoporre a pulitura o ricostruzione superfici del mobile particolarmente delicate, come le dorature in foglia d’oro o d’argento. Solitamente, il ricorso all’opera di una bottega di restauro può avere due obiettivi: rendere il mobile antico nuovamente funzionale per utilizzarlo a tutti gli effetti come un qualsiasi pezzo d’arredo, oppure aumentarne il valore di mercato per realizzare il massimo del profitto dalla sua vendita. Per entrambe le soluzioni, la scelta migliore è sempre rappresentata da un serio ed affidabile laboratorio di restauro, dove esperti restauratori coniugano un ricco bagaglio di conoscenze ed esperienze a doti di grande creatività. Nel lavoro di questo artigiano, infatti, le abilità manuali e la conoscenza approfondita di epoche, stili e metodologie di restauro si intrecciano alle doti di una mente originale e creativa, in grado di escogitare soluzioni inedite in caso di mobili o complementi d’arredo molto danneggiati e altrimenti irrecuperabili.

E’ quindi fondamentale scegliere con attenzione ed accuratezza la bottega artigiana alla quale affideremo il nostro mobile da restaurare: il vero restauratore infatti non è solo in grado di riparare o sostituire i pezzi mancanti o rovinati, ma è una figura caratterizzata da una raffinata preparazione e da una grande flessibilità. Nel caso di un lume a olio non più recuperabile nella sua originaria funzionalità, ad esempio, il restauratore deve essere in grado di suggerire e realizzare soluzioni alternative, come la trasformazione in lampada elettrica; oppure, nell’impossibilità di ripristinare l’aspetto iniziale di un mobile con ante in vetro, deve poter mettere in atto tutte le abilità necessarie per convertirlo in un pezzo d’arredo con ante in legno. Ciò presuppone molta passione, un requisito indispensabile per poter svolgere un mestiere complesso, articolato e ricco di sfaccettature quale è appunto quello del restauratore.

Nelle botteghe di restauro, le tecniche che si tramandano da secoli prevedono la capacità di lavorare qualsiasi tipo di materiale, dal vetro al metallo, dal legno alla ceramica; richiedono inoltre un ampio e variegato ventaglio di conoscenze, che comprendono discipline spesso molto diverse fra loro. E’ il caso delle botteghe di restauro più antiche e rinomate che ancora oggi si trovano a Roma. Questi laboratori vantano una lunga tradizione ed approfondite competenze di falegnameria, ebanisteria, merceologia e discipline storico-artistiche, messe a disposizione di varie realtà dedite alla conservazione e alla tutela dei beni culturali quali musei, antiquari, case d’asta e collezionisti. Il contributo delle botteghe di restauro, quindi, è estremamente prezioso e significativo, in quanto consente di salvaguardare attivamente una consistente quantità di beni storico-artistici di inestimabile valore. Grazie anche ad una maggiore sensibilizzazione del pubblico nei confronti dei beni culturali, sia mobili che immobili, concepiti come valore da rispettare e tutelare, oggi il settore del restauro è diventato oggetto di una significativa rivalutazione. Sta infatti conoscendo una progressiva crescita, particolarmente positiva per le giovani generazioni alle quali offre sbocchi lavorativi interessanti e ricchi di soddisfazioni.

Nel mestiere del restauratore, infatti, la realizzazione professionale si fonde alla perizia tecnica e ad un intenso amore per l’arte e per la bellezza. Nelle attuali botteghe di restauro, le metodiche più classiche e tradizionali vengono applicate ancora oggi nella maggior parte delle lavorazioni, ma agli strumenti antichi si sono in molti casi affiancati prodotti dalle formulazioni d’avanguardia ed apparecchiature altamente tecnologiche che consentono di svolgere molti procedimenti con maggiore rapidità, facilità e precisione. Ma ciò che rende davvero unico ed insostituibile il tocco dell’artigiano è quel profondo ed appassionato interesse per i mobili e gli oggetti d’epoca, visti come preziosi testimoni del nostro passato e quindi come valore da custodire, proteggere e tramandare.

Email marketing, l’importanza del Double Opt-In

email marketingSi calcola che, nel mondo, il 70% delle persone che abitano in paesi sviluppati utilizza internet. In Italia (un po’ indietro rispetto al resto dell’Europa), siamo comunque attorno al 60%. Di queste persone, almeno l’80% ha una casella di posta elettronica e la utilizza.

Da questi dati si capisce quale è la potenziale platea di utenti in grado di ricevere e valutare un messaggio pubblicitario inviato tramite posta elettronica. Questo l’hanno capito molto bene le aziende di advertising che da anni utilizzano web marketing e, in particolare, l’email marketing. Attualmente queste tecniche sono tra i più interessanti mezzi per veicolare il messaggio pubblicitario, e gli analisti prevedono che lo saranno sempre di più in futuro.
Oltre alla facilità di utilizzo e all’immediatezza di una capillare diffusione, l’email marketing ha anche il grosso vantaggio di una intrinseca economicità, e quindi un potenzialmente elevato ROI (Return On Investments).

Come in tutte le cose di recente istituzione, anche l’email marketing ha avuto alcuni problemi iniziali per risolvere i quali sono state pensate soluzioni che ne hanno cambiato man mano le modalità di utilizzo e le regole che vi ruotano attorno.

Nei primi tempi, infatti, alcune aziende mandavano mail propagandistiche ad elenchi indiscriminati e non ponderati di persone, puntando più sulla quantità che sulla resa di questa azione. La maggioranza dei destinatari quindi non era affatto interessata ai contenuti di queste mail, per cui per molti l’email marketing è stato più che altro un grosso fastidio. Questa tecnica, chiamata Opt-Out, genera quello che in gergo si chiama spam. Nonostante tutto, ancora oggi è usata da aziende con pochi scrupoli, e per questo non molto raccomandabili ne’affidabili.

Poiché la fiducia dell’internauta è fondamentale per il successo di una campagna di email marketing, tutte le aziende di comprovata serietà e professionalità oggi utilizzano differenti tecniche e metodologie di ricerca delle liste di indirizzi email ai quali inviare le loro proposte per gli acquisti. Queste tecniche prevedono il consenso all’invio da parte del destinatario. Anche per ragioni di privacy, questi metodi sono oggi legalmente necessari per operare in questo ambito.

Per quanto riguarda l’invio di email pubblicitarie esistono tre livelli di garanzia del rispetto della privacy. Questi livelli sono chiamati Opt-In, notified Opt-In e Double Opt-In. Quest’ultimo livello è quello che garantisce al 100% il consenso da parte dell’utente finale alla ricezione di email, newsletter, follow up eccetera di tipo pubblicitario.

Vediamo in dettaglio in cosa consiste il Double Opt-In.

Innanzitutto qui è il destinatario che chiede di essere inserito nella mailing dell’azienda che intende fare email marketing. Questo può farlo o tramite una email di richiesta o, più comunemente, tramite la compilazione di un form presente nel sito dell’azienda. Però non è escluso che questo primo passo possa essere effettuato da una persona che non è l’effettivo proprietario dell’indirizzo di emali indicato sul form, sia per malafede che, banalmente, per errori di battitura. Per evitare che questo accada l’azienda a questo punto invierà al destinatario una email con la richiesta di conferma. Solo la risposta a questa email da parte del destinatario attiva l’inserimento del suo indirizzo nella mailing list aziendale.

La pagina dove è presente il form di adesione è chiamata anche “squeeze page”. Compilato il form si viene normalmente reindirizzati nella cosiddetta “thank you page” dove si fa presente che è stata (o sarà inviata) una email all’indirizzo indicato e che questa richiede una conferma da parte dell’utente. Aperta la mail e cliccato sul link di conferma, si verrà reindirizzati nella “success page” che, normalmente, contiene l’avviso di avvenuto inserimento nella mailing list. Nella stessa pagina, talvolta, sono presenti filmati, file audio o altro che possono interessare l’utente, un po’ a titolo di premio per l’avvenuta registrazione.

Naturalmente, l’iscrizione alla mailing list tramite Double Opt-In non è definitiva: quando vuole, l’utente può richiedere la cancellazione dalla lista, ad esempio utilizzando il link che per legge deve sempre essere presente nelle mail pubblicitarie, tipicamente a piè pagina. L’utente può anche notificare il cambio di indirizzo di destinazione, nel caso fosse necessario.

Se per un’azienda è conveniente scegliere il double Opt-In o meno, (anche se il consenso da parte del destinatario della mail ci deve in ogni caso essere) è una discussione ancora aperta. Sicuramente le procedure più lunghe che l’utente deve effettuare per ottenere di essere inserito nella mailing list tramite Double Opt-In rispetto a quanto si deve fare per il semplice Opt-In darà luogo a mailing list più corte. E’ anche vero, d’altronde, che per un utente veramente interessato ai prodotti o ai servizi che una azienda propone, fare qualche click in più non comporta un grande sforzo. Inoltre la procedura da seguire può essere vista come una ulteriore conferma dell’affidabilità, serietà e professionalità aziendale. Per questi motivi da molti l’email marketing basato su liste di indirizzi formate tramite Double Opt-In è preferito, anche perché consente di avere mailing list più brevi, e quindi più facilmente gestibili, di persone più motivate all’eventuale acquisto del prodotto o del servizio di cui si occupa l’azienda.