Rolex usati meglio venderli o ripararli?

rolexMovimento, vetro, corona di fissaggio, cinturino: sono molte le componenti di un orologio che ne determinano il valore. Per questo valutare un orologio, anche se realizzato in oro, non è un compito semplice: se l’intenzione è quella di privarsene, è sempre meglio rivolgersi ai professionisti del settore.

Quando la cassa è in oro, ad esempio, per poterla pesare e quindi capirne il reale valore, è necessario privarla di quelle parti che, non essendo realizzate in materiali nobili, potrebbero falsarne la valutazione, quali ad esempio il movimento, vetro e corona di fissaggio. Discorso a parte merita il cinturino: se è anch’esso in oro o altro materiale nobile, anch’esso verrà pesato. Atrimenti verrà rimosso. Ovviamente non esiste una sola tipologia di oro: il titolo dello stesso, ovvero la purezza del metallo, è determinante nella valutazione. L’oro 18 carati è il più utilizzato da noi, ma nel mondo anglosassone si utilizza ad esempio l’oro 14 carati o addirittura l’oro 10 carati, che sono leghe meno pregiate e quindi scontano una valutazione inferiore. Per questa ragione, solitamente, le parti in oro di un orologio sono marchiate: ciascun marchio fornisce informazioni preziose inerenti non solo il tipo di metallo ed il suo titolo, ma anche sulla manifattura dell’orologio stesso oltre che spesso persino sulla data di fabbricazione.

All’opposto esistono orologi privi di marchi, che tuttavia potrebbero ugualmente essere stati realizzati in oro. Per questi casi esistono dei tester che consentono all’operatore di comprendere la tipologia di metallo utilizzato per l’orologio. Un altro aspetto fondamentale per la corretta valutazione di un orologio è ovviamente dato dalla manifattura: un modello marcato Rolex, ad esempio, viene denominato “senza tempo”, perché mantiene intatto il suo valore negli anni e spesso si apprezza proprio come un’ opera d’arte.

Cosa fare, allora, in presenza di un orologio di valore, magari proprio un Rolex, piuttosto malconcio e bisognoso di riparazioni? E’ meglio venderlo o farlo riparare, riportandolo allo splendore che merita? La domanda è ardua ed ovviamente è anche molto influenzata dalla disponibilità economica: se l’intenzione è vendere, magari questa sarà la soluzione preferita. Qualsiasi sia la vostra scelta, rivolgersi ad un negozio veramente competente e specializzato è certamente un passo da non sottovalutare. Sul sito di “Pensieri d’oro”, ad esempio, è possibile entrare in contatto con autentici professionisti del settore dell’orologeria, i quali sapranno consigliarci al meglio sul da fare. Riparare un Rolex non è affare per qualsiasi aspirante orologiaio: modificare il movimento o montare pezzi non originali comporta una sensibile diminuzione del valore. Al contrario, riportare un capolavoro dell’orologeria ad uno stato “come nuovo” rappresenta un investimento importante, oltre al piacere impagabile di mettere al polso un oggetto autenticamente ambito: un vero e proprio status symbol. La quantità di oro, insomma, non è l’unico parametro da tenere in considerazione: la pesatura è una fase veramente importante ma non bisogna tralasciare la considerazione di cosa è, in essenza, un orologio: si tratta di qualcosa di molto più sofisticato di un gioiello! Il suo “cuore” pulsante, il movimento, può essere realizzato con criteri assolutamente industriali, e quindi valere pressoché nulla, oppure assamblato a mano da mani di esperti artigiani i quali, pezzo per pezzo, pazientemente realizzano -a volte nel corso di molte settimane- una macchina capace di “catturare” lo scorrere del tempo in maniera impeccabile. E’ proprio qui che, dal semplice peso del metallo prezioso, si crea l’autentica magia che fa di un orologio da polso un pezzo da collezione.

Anche una maison blasonata come Rolex vanta, al suo interno, una sterminata quantità di modelli differenti e realizzati in epoche differenti: saperli distinguere, cogliendone le minute sfumature che caratterizzano questo o quel movimento, la cassa, il cinturino ed il quadrante è un lavoro per pochi esperti. Esistono quadranti tempestati di diamanti, ad esempio. Oppure in monoblocco di pietra dura quali onice, lapislazzulo, occhio di tigre. Rolex produce spesso pezzi unici per personaggi facoltosi o celebrità: per questo, accanto alla normale produzione, può capitare di imbattersi in pezzi speciali dal valore elevatissimo. Nessuno più di un professionista del settore può prendere in carico la corretta valutazione del vostro orologio in oro, specialmente se si tratta di un Rolex.

Correttamente, presso Pensieri d’oro, vi verrà proposto anzitutto di riparare la vostra macchina del tempo e tenerla con voi ancora per molti anni, magari passandola attraverso le generazioni: un bell’orologio è infatti un qualcosa destinato a durare per sempre. Se la vostra decisione finale è invece per la vendita dell’oggetto, allora quella che vi sarà proposta sarà la valutazione più corretta sul mercato, basata sia sul valore intriseco dei metalli preziosi che sul blasone della marca e sull’unicità della lavorazione. Sarà così possibile anche permutare il vostro orologio con un’altro, magari più rispondente al vostro gusto ed alle vostre attitudini personali. Da sempre, infatti, quello che mettiamo al polso ci rappresenta non solo in termini estetici ma anche in ottica di dinamismo ed interpretazione della quotidianità: un tipo più sportivo opterà per un cronografo oppure un orologio del tipo submariner, mentre coloro che preferiscono le linee classiche magari sceglieranno la classica forma Oyster, letteralmente “ostrica”, forse il più famoso modello prodotto da Rolex, imitato da decine e decine di altre maison.

I differenti servizi dei compro oro

anello oroLo stile di vita moderno, i cambi delle mode anche nel campo della gioielleria, il sempre minore utilizzo di gioielli nella vita quotidiana, ha portato moltissime persone, negli ultimi decenni, a vendere il proprio oro perché, fondamentalmente, non lo utilizza più. Gioielli della nonna dal design poco proponibile, orologi classici che raramente vengono indossati, spille, fermacravatte e regali di compleanno mai messi: sono questi i preziosi che vengono maggiormente portati presso i negozi che vendono ed acquistano oro per una valutazione ed una vendita sicure.
Ma cosa sono realmente i negozi compro oro? Perché ci si rivolge a loro e non ad una gioielleria? E soprattutto, ci si può fidare affidando i propri preziosi a questo tipo di negozi?

I punti vendita oro sono dei negozi in cui si possono vendere non solo oggetti d’oro, ma anche d’argento e in altri metalli e, in alcuni casi, anche pietre preziose, prevalentemente diamanti. Chi vende i propri preziosi in questo tipo di negozi dovrebbe conoscere alcune regole fondamentali. Innanzitutto è bene sapere che gli unici tipi di oggetti che questo negozio acquista sono i gioielli usati, che solo i maggiorenni possono effettuare le vendite in un negozio di questo genere e che è sempre richiesto un documento d’identità per potere identificare il venditore. Tutte le informazioni, relative al venditore e all’oggetto venduto vengono registrate dal negozio per una completa trasparenza delle operazioni. Questi punti vendita di oro e altri preziosi, infatti, per la legge antiriciclaggio, sono soggetti ad una rigida normativa da seguire.

Le principali differenze tra un punto vendita-acquisto oro ed una gioielleria è rappresentata dal tipo di gioielli venduti. Le gioiellerie, infatti, vendono gioielli nuovi e alla moda e, soprattutto, non tutte le gioiellerie sono autorizzate all’acquisto di gioielli usati. I negozi compro oro, invece, basano la propria attività proprio sull’acquisto dell’oro usato, che può poi essere rivenduto a privati, a grossisti o alle società di fusione metalli. Non bisogna quindi meravigliarsi se questo tipo di negozio, al suo interno, presenta teche ed espositori con gioielli in vendita: si tratta di usati che devono però necessariamente essere certificati per poter essere venduti a clienti di ogni tipo, siano essi privati o aziende. Una particolare attenzione va riposta sulla vendita delle pietre preziose. La valutazione degli oggetti d’oro va fatta dopo aver pesato l’oggetto liberato da eventuali parti non d’oro, tra cui anche le pietre preziose. Non tutti i punti vendita effettuano la valutazione e l’acquisto delle pietre preziose, per cui, quando esse non sono facilmente smontabili, il negoziante potrebbe non procedere con l’acquisto perché non può effettuare la valutazione dell’oro libero.
Naturalmente la valutazione diventa molto più semplice se si tratta di lingotti o di monete (d’oro o d’argento), in cui il metallo è puro e la pesatura e la valutazione risultano molto più semplici. Nel caso delle monete, gli operatori potranno valutare non solo il peso del metallo, ma anche la possibilità che le monete in vendita possano avere qualche valore storico. In questo caso, però, solo l’occhio esperto di un numismatico potrà fornire maggiori dettagli.

L’affidabilità dei negozi in cui si effettua vendita ed acquisto di oro ed altri preziosi non è sempre riconosciuta da tutti, a causa di alcuni venditori disonesti che hanno discreditato la figura professionale di chi acquista l’oro seguendo tutte le regole imposte dallo Stato. Per questo motivo è sempre bene affidarsi ad un punto vendita che faccia parte di una grande catena di franchising, che ha un sito internet molto ben dettagliato dove poter acquisire tutte le informazioni necessarie e che lavora nella massima trasparenza. Questi punti vendita seguono dei protocolli molto precisi, quali la pesatura degli oggetti davanti alla clientela, la richiesta di un documento d’identità, la registrazione dei prodotti acquistati, l’emissione di regolare ricevuta. Sicuramente anche la professionalità dell’operatore aiuta a comprendere la serietà del punto vendita: per quanto sia facile aprire questo tipo di attività, solo la preparazione di chi vi opera può essere sinonimo di professionalità. Un addetto alla vendita realmente professionale sa sempre darvi spiegazioni sul perché di una valutazione, sa riconoscere una fattura pregiata di un determinato gioiello e soprattutto non fa nessuna fatica a ricordare le quotazioni di oro ed argento del giorno in cui si effettua la vendita.

Il restauro di mobili antichi, una passione che si tramanda

antiquariatoCon il termine “restauro” viene indicato quel complesso di tecniche volte a restituire a mobili antichi ed oggetti d’arte il loro originario splendore. A questo scopo, esiste una lunga tradizione che oggi si avvale delle più moderne strumentazioni per supportare metodologie antiche e sapienti, tramandatesi immutate di generazione in generazione.

Il lavoro di restauro di un mobile antico può avere differenti finalità che vanno dal semplice recupero di un oggetto caro al ripristino di un manufatto dal consistente valore storico o economico. In tutti i casi, per ottenere un risultato di elevata qualità e di lunga durata è fondamentale rivolgersi ad un professionista qualificato, dotato di tutte le competenze che occorrono per applicare ad ogni oggetto il procedimento di recupero più appropriato ed efficace. Il restauratore, infatti, non si limita semplicemente a riparare il mobile o a modificarlo in base alla moda e al gusto del momento, come accadeva nei secoli passati; la sua attività spazia dalla riparazione delle parti danneggiate al ripristino dell’aspetto originario del mobile, dall’intervento conservativo fino all’adattamento del manufatto in funzione di una più moderna destinazione d’uso. In questo senso, l’intervento di restauro mira a reintegrare il mobile antico non soltanto nei suoi materiali e nel suo aspetto strutturale, ma anche dal punto di vista storico e stilistico: per questa ragione, il professionista deve disporre sia delle competenze tecniche, sia di quelle artistiche ed antiquarie, per poter individuare in ogni stile l’espressione del gusto estetico di un’epoca ed intervenire nel pieno rispetto delle sue caratteristiche peculiari.

Ciò accade, ad esempio, quando si devono reintegrare delle parti mancanti oppure quando è necessario sottoporre a pulitura o ricostruzione superfici del mobile particolarmente delicate, come le dorature in foglia d’oro o d’argento. Solitamente, il ricorso all’opera di una bottega di restauro può avere due obiettivi: rendere il mobile antico nuovamente funzionale per utilizzarlo a tutti gli effetti come un qualsiasi pezzo d’arredo, oppure aumentarne il valore di mercato per realizzare il massimo del profitto dalla sua vendita. Per entrambe le soluzioni, la scelta migliore è sempre rappresentata da un serio ed affidabile laboratorio di restauro, dove esperti restauratori coniugano un ricco bagaglio di conoscenze ed esperienze a doti di grande creatività. Nel lavoro di questo artigiano, infatti, le abilità manuali e la conoscenza approfondita di epoche, stili e metodologie di restauro si intrecciano alle doti di una mente originale e creativa, in grado di escogitare soluzioni inedite in caso di mobili o complementi d’arredo molto danneggiati e altrimenti irrecuperabili.

E’ quindi fondamentale scegliere con attenzione ed accuratezza la bottega artigiana alla quale affideremo il nostro mobile da restaurare: il vero restauratore infatti non è solo in grado di riparare o sostituire i pezzi mancanti o rovinati, ma è una figura caratterizzata da una raffinata preparazione e da una grande flessibilità. Nel caso di un lume a olio non più recuperabile nella sua originaria funzionalità, ad esempio, il restauratore deve essere in grado di suggerire e realizzare soluzioni alternative, come la trasformazione in lampada elettrica; oppure, nell’impossibilità di ripristinare l’aspetto iniziale di un mobile con ante in vetro, deve poter mettere in atto tutte le abilità necessarie per convertirlo in un pezzo d’arredo con ante in legno. Ciò presuppone molta passione, un requisito indispensabile per poter svolgere un mestiere complesso, articolato e ricco di sfaccettature quale è appunto quello del restauratore.

Nelle botteghe di restauro, le tecniche che si tramandano da secoli prevedono la capacità di lavorare qualsiasi tipo di materiale, dal vetro al metallo, dal legno alla ceramica; richiedono inoltre un ampio e variegato ventaglio di conoscenze, che comprendono discipline spesso molto diverse fra loro. E’ il caso delle botteghe di restauro più antiche e rinomate che ancora oggi si trovano a Roma. Questi laboratori vantano una lunga tradizione ed approfondite competenze di falegnameria, ebanisteria, merceologia e discipline storico-artistiche, messe a disposizione di varie realtà dedite alla conservazione e alla tutela dei beni culturali quali musei, antiquari, case d’asta e collezionisti. Il contributo delle botteghe di restauro, quindi, è estremamente prezioso e significativo, in quanto consente di salvaguardare attivamente una consistente quantità di beni storico-artistici di inestimabile valore. Grazie anche ad una maggiore sensibilizzazione del pubblico nei confronti dei beni culturali, sia mobili che immobili, concepiti come valore da rispettare e tutelare, oggi il settore del restauro è diventato oggetto di una significativa rivalutazione. Sta infatti conoscendo una progressiva crescita, particolarmente positiva per le giovani generazioni alle quali offre sbocchi lavorativi interessanti e ricchi di soddisfazioni.

Nel mestiere del restauratore, infatti, la realizzazione professionale si fonde alla perizia tecnica e ad un intenso amore per l’arte e per la bellezza. Nelle attuali botteghe di restauro, le metodiche più classiche e tradizionali vengono applicate ancora oggi nella maggior parte delle lavorazioni, ma agli strumenti antichi si sono in molti casi affiancati prodotti dalle formulazioni d’avanguardia ed apparecchiature altamente tecnologiche che consentono di svolgere molti procedimenti con maggiore rapidità, facilità e precisione. Ma ciò che rende davvero unico ed insostituibile il tocco dell’artigiano è quel profondo ed appassionato interesse per i mobili e gli oggetti d’epoca, visti come preziosi testimoni del nostro passato e quindi come valore da custodire, proteggere e tramandare.

Email marketing, l’importanza del Double Opt-In

email marketingSi calcola che, nel mondo, il 70% delle persone che abitano in paesi sviluppati utilizza internet. In Italia (un po’ indietro rispetto al resto dell’Europa), siamo comunque attorno al 60%. Di queste persone, almeno l’80% ha una casella di posta elettronica e la utilizza.

Da questi dati si capisce quale è la potenziale platea di utenti in grado di ricevere e valutare un messaggio pubblicitario inviato tramite posta elettronica. Questo l’hanno capito molto bene le aziende di advertising che da anni utilizzano web marketing e, in particolare, l’email marketing. Attualmente queste tecniche sono tra i più interessanti mezzi per veicolare il messaggio pubblicitario, e gli analisti prevedono che lo saranno sempre di più in futuro.
Oltre alla facilità di utilizzo e all’immediatezza di una capillare diffusione, l’email marketing ha anche il grosso vantaggio di una intrinseca economicità, e quindi un potenzialmente elevato ROI (Return On Investments).

Come in tutte le cose di recente istituzione, anche l’email marketing ha avuto alcuni problemi iniziali per risolvere i quali sono state pensate soluzioni che ne hanno cambiato man mano le modalità di utilizzo e le regole che vi ruotano attorno.

Nei primi tempi, infatti, alcune aziende mandavano mail propagandistiche ad elenchi indiscriminati e non ponderati di persone, puntando più sulla quantità che sulla resa di questa azione. La maggioranza dei destinatari quindi non era affatto interessata ai contenuti di queste mail, per cui per molti l’email marketing è stato più che altro un grosso fastidio. Questa tecnica, chiamata Opt-Out, genera quello che in gergo si chiama spam. Nonostante tutto, ancora oggi è usata da aziende con pochi scrupoli, e per questo non molto raccomandabili ne’affidabili.

Poiché la fiducia dell’internauta è fondamentale per il successo di una campagna di email marketing, tutte le aziende di comprovata serietà e professionalità oggi utilizzano differenti tecniche e metodologie di ricerca delle liste di indirizzi email ai quali inviare le loro proposte per gli acquisti. Queste tecniche prevedono il consenso all’invio da parte del destinatario. Anche per ragioni di privacy, questi metodi sono oggi legalmente necessari per operare in questo ambito.

Per quanto riguarda l’invio di email pubblicitarie esistono tre livelli di garanzia del rispetto della privacy. Questi livelli sono chiamati Opt-In, notified Opt-In e Double Opt-In. Quest’ultimo livello è quello che garantisce al 100% il consenso da parte dell’utente finale alla ricezione di email, newsletter, follow up eccetera di tipo pubblicitario.

Vediamo in dettaglio in cosa consiste il Double Opt-In.

Innanzitutto qui è il destinatario che chiede di essere inserito nella mailing dell’azienda che intende fare email marketing. Questo può farlo o tramite una email di richiesta o, più comunemente, tramite la compilazione di un form presente nel sito dell’azienda. Però non è escluso che questo primo passo possa essere effettuato da una persona che non è l’effettivo proprietario dell’indirizzo di emali indicato sul form, sia per malafede che, banalmente, per errori di battitura. Per evitare che questo accada l’azienda a questo punto invierà al destinatario una email con la richiesta di conferma. Solo la risposta a questa email da parte del destinatario attiva l’inserimento del suo indirizzo nella mailing list aziendale.

La pagina dove è presente il form di adesione è chiamata anche “squeeze page”. Compilato il form si viene normalmente reindirizzati nella cosiddetta “thank you page” dove si fa presente che è stata (o sarà inviata) una email all’indirizzo indicato e che questa richiede una conferma da parte dell’utente. Aperta la mail e cliccato sul link di conferma, si verrà reindirizzati nella “success page” che, normalmente, contiene l’avviso di avvenuto inserimento nella mailing list. Nella stessa pagina, talvolta, sono presenti filmati, file audio o altro che possono interessare l’utente, un po’ a titolo di premio per l’avvenuta registrazione.

Naturalmente, l’iscrizione alla mailing list tramite Double Opt-In non è definitiva: quando vuole, l’utente può richiedere la cancellazione dalla lista, ad esempio utilizzando il link che per legge deve sempre essere presente nelle mail pubblicitarie, tipicamente a piè pagina. L’utente può anche notificare il cambio di indirizzo di destinazione, nel caso fosse necessario.

Se per un’azienda è conveniente scegliere il double Opt-In o meno, (anche se il consenso da parte del destinatario della mail ci deve in ogni caso essere) è una discussione ancora aperta. Sicuramente le procedure più lunghe che l’utente deve effettuare per ottenere di essere inserito nella mailing list tramite Double Opt-In rispetto a quanto si deve fare per il semplice Opt-In darà luogo a mailing list più corte. E’ anche vero, d’altronde, che per un utente veramente interessato ai prodotti o ai servizi che una azienda propone, fare qualche click in più non comporta un grande sforzo. Inoltre la procedura da seguire può essere vista come una ulteriore conferma dell’affidabilità, serietà e professionalità aziendale. Per questi motivi da molti l’email marketing basato su liste di indirizzi formate tramite Double Opt-In è preferito, anche perché consente di avere mailing list più brevi, e quindi più facilmente gestibili, di persone più motivate all’eventuale acquisto del prodotto o del servizio di cui si occupa l’azienda.

Perché praticare lo yoga per conquistare il benessere

benessere yogaLa millenaria pratica dello yoga è a disposizione di tutti, perché genera è serenità, forza e conoscenza. Chiunque può praticare questa disciplina, anche chi è ammalato e desidera fortificarsi fisicamente e spiritualmente. Intendere la pratica dello yoga come una mera attività fisica è infatti limitante, perché esso chiede al corpo e alla mente di lavorare in sinergia per raggiungere uno stato di benessere elevato ed espanso ad orizzonti interni. Sebbene le figure praticate siano votate ad apportare beneficio al corpo ad un livello inizialmente fisico, il beneficio che esse desiderano raggiungere si espande alle parti interne del corpo e soprattutto ad aumentare la consapevolezza del proprio stato in termini spirituali.

Cosa sono le asana?

Lo yoga si sviluppa attraverso le asana, ovvero mediante una raccolta di posizioni studiate per allungare e tonificare i muscoli. Fortificando i muscoli si rafforzano le funzioni dei nostri organi vitali, perché nel corpo umano tutto è strettamente collegato e il segreto del benessere risiede nell’equilibrio fra i centri vitali e i centri periferici dell’organismo. Praticare lo yoga aiuta a rafforzare questo concetto e soprattutto a prenderne coscienza, in quanto molte volte siamo abituati a comprendere un semplice mal di testa come fine a se stante. La realtà é invece molto diversa e lo yoga aiuta chiunque lo pratichi a ricercare un ottimo equilibrio interno, sviluppando e fortificando il fisico nella sua parte esterna.

Lo yoga e la respirazione, come combattere lo stress

Ogni asana, ovvero ogni postura che chiede di essere mantenuta nello yoga, si accompagna ad una tipologia di respirazione, la quale mira ad accompagnare i movimenti con il giusto flusso di aria in entrata e in uscita. Inspirare ed espirare nel modo corretto sono pratiche che chiedono di essere imparate, ma che una volta acquisite non possono abbandonare, ma solo accompagnare con grazia chi le ha acquisite. Lo stress e i ritmi frenetici dei nostri tempi induce spesso a respirare in modo errato, senza raggiungere la naturale e necessaria ossigenazione che l’organismo richiede. Al contempo respirare nel modo scorretto porta a gonfiare la pancia e ad accumulare tossine, che difficilmente possono essere espulse in un secondo momento. Un capitolo chiede in questo momento di essere aperto sulla questione dell’ansia e del panico derivante dallo stress. Spesso quando si incappa in situazioni difficilmente gestibili, si tende a respirare in modo veloce e quindi ad inglobare inutile aria nell’organismo. Praticando lo yoga e quindi imparando l’arte della respirazione, si può far fronte agli attacchi ansiosi in modo naturale ed efficace, in quanto si è naturalmente portati a ricordare che il respiro è l’unico mezzo per bloccare in modo immediato queste pericolose manifestazioni. Respirare nel modo corretto si traduce inoltre in una stabilizzazione generale del sistema nervoso, in quanto i nervi infiammati e tesi possono contare su un rilassamento cosciente e incredibilmente auto-indotto.

Regolarizzare il metabolismo con lo yoga

Attraverso le asana il fisico diventa forte e resistente ma non solo, esso può raggiungere la regolarizzazione delle sue funzioni interne in modo efficace e naturale. E’ buona pratica risvegliare attraverso lo yoga la conoscenza di ogni singola parte del corpo, dalla punta dei piedi fino alla punta dei capelli e chiedere che ogni azione del metabolismo sia votata al benessere. E’ incredibile come lo yoga possa ad esempio normalizzare gli stati digestivi difficili e al contempo regolarizzare il metabolismo sotto ogni suo aspetto. Anche se ad un livello superficiale tutto ciò non é visibile, a livello interno si mettono in moto dei meccanismi di natura adattogena, votati cioé a normalizzare le funzioni del metabolismo e a riportarle ad uno stato di equilibrio. Il sistema digestivo lavora di conseguenza con più funzionalità, così come il sistema ematico e cardio vascolare. Lo yoga viene inoltre praticato da chi necessita di regolarizzare la pressione arteriosa, in quanto la respirazione corretta e la fortificazione dell’organismo portano il cuore ha subire un affaticamento minore e quindi a lavorare in modo più leggero.

Chi può praticare lo yoga?

I delicati movimenti delle asana possono essere praticate da tutti, in quanto non viene richiesta ne una preparazione atletica di base, ne di sforzare in modo massivo il fisico. I movimenti sono dolci, sinuosi e chiedono al corpo si accompagnare le curve che esso naturalmente presenta. Dopo un periodo di pratica si ottengono dei benefici visibili a livello muscolare, in quanto le parti interessate diventano più resistenti alla tensione e agli sforzi. Al contempo i benefici dello yoga si espandano al metabolismo interno e alla respirazione. Chi pratica yoga da molto tempo dispone di un fisico forte e riesce a dominare i problemi quotidiani con estrema saggezza e cognizione di causa. Questo aspetto è da considerarsi naturale, perché la mente percepisce di alloggiare in un corpo fortificato e abbatte le barriere legate alla paura e alla scarsa consapevolezza delle proprie risorse. Le risorse che lo yoga offre sono molte e soprattutto generose, in quanto alla portata di tutti. Chi soffre di particolari patologie può infatti trarre beneficio dalla pratica, così come chi deve apportare delle migliorie in termini di postura. Lo yoga agisce infatti con pari vigore in ogni parte del corpo, rendendo gli arti resistenti e quindi pronti ad affrontare il peso degli impegni. Lo stesso avviene nella schiena e nel collo, zone molto interessate dalle asana. Disporre di una struttura fisica eretta e di una sinuosità acquisita, si trasforma quindi in una grande risorsa per la propria autostima. Un corpo sano ospita una mente leggera, perché sicura di poter contare su una struttura forte e resistente. Questo è il segreto dello yoga, pratica dolce ma dall’essenza indubbiamente forte.