Il restauro di mobili antichi, una passione che si tramanda

antiquariatoCon il termine “restauro” viene indicato quel complesso di tecniche volte a restituire a mobili antichi ed oggetti d’arte il loro originario splendore. A questo scopo, esiste una lunga tradizione che oggi si avvale delle più moderne strumentazioni per supportare metodologie antiche e sapienti, tramandatesi immutate di generazione in generazione.

Il lavoro di restauro di un mobile antico può avere differenti finalità che vanno dal semplice recupero di un oggetto caro al ripristino di un manufatto dal consistente valore storico o economico. In tutti i casi, per ottenere un risultato di elevata qualità e di lunga durata è fondamentale rivolgersi ad un professionista qualificato, dotato di tutte le competenze che occorrono per applicare ad ogni oggetto il procedimento di recupero più appropriato ed efficace. Il restauratore, infatti, non si limita semplicemente a riparare il mobile o a modificarlo in base alla moda e al gusto del momento, come accadeva nei secoli passati; la sua attività spazia dalla riparazione delle parti danneggiate al ripristino dell’aspetto originario del mobile, dall’intervento conservativo fino all’adattamento del manufatto in funzione di una più moderna destinazione d’uso. In questo senso, l’intervento di restauro mira a reintegrare il mobile antico non soltanto nei suoi materiali e nel suo aspetto strutturale, ma anche dal punto di vista storico e stilistico: per questa ragione, il professionista deve disporre sia delle competenze tecniche, sia di quelle artistiche ed antiquarie, per poter individuare in ogni stile l’espressione del gusto estetico di un’epoca ed intervenire nel pieno rispetto delle sue caratteristiche peculiari.

Ciò accade, ad esempio, quando si devono reintegrare delle parti mancanti oppure quando è necessario sottoporre a pulitura o ricostruzione superfici del mobile particolarmente delicate, come le dorature in foglia d’oro o d’argento. Solitamente, il ricorso all’opera di una bottega di restauro può avere due obiettivi: rendere il mobile antico nuovamente funzionale per utilizzarlo a tutti gli effetti come un qualsiasi pezzo d’arredo, oppure aumentarne il valore di mercato per realizzare il massimo del profitto dalla sua vendita. Per entrambe le soluzioni, la scelta migliore è sempre rappresentata da un serio ed affidabile laboratorio di restauro, dove esperti restauratori coniugano un ricco bagaglio di conoscenze ed esperienze a doti di grande creatività. Nel lavoro di questo artigiano, infatti, le abilità manuali e la conoscenza approfondita di epoche, stili e metodologie di restauro si intrecciano alle doti di una mente originale e creativa, in grado di escogitare soluzioni inedite in caso di mobili o complementi d’arredo molto danneggiati e altrimenti irrecuperabili.

E’ quindi fondamentale scegliere con attenzione ed accuratezza la bottega artigiana alla quale affideremo il nostro mobile da restaurare: il vero restauratore infatti non è solo in grado di riparare o sostituire i pezzi mancanti o rovinati, ma è una figura caratterizzata da una raffinata preparazione e da una grande flessibilità. Nel caso di un lume a olio non più recuperabile nella sua originaria funzionalità, ad esempio, il restauratore deve essere in grado di suggerire e realizzare soluzioni alternative, come la trasformazione in lampada elettrica; oppure, nell’impossibilità di ripristinare l’aspetto iniziale di un mobile con ante in vetro, deve poter mettere in atto tutte le abilità necessarie per convertirlo in un pezzo d’arredo con ante in legno. Ciò presuppone molta passione, un requisito indispensabile per poter svolgere un mestiere complesso, articolato e ricco di sfaccettature quale è appunto quello del restauratore.

Nelle botteghe di restauro, le tecniche che si tramandano da secoli prevedono la capacità di lavorare qualsiasi tipo di materiale, dal vetro al metallo, dal legno alla ceramica; richiedono inoltre un ampio e variegato ventaglio di conoscenze, che comprendono discipline spesso molto diverse fra loro. E’ il caso delle botteghe di restauro più antiche e rinomate che ancora oggi si trovano a Roma. Questi laboratori vantano una lunga tradizione ed approfondite competenze di falegnameria, ebanisteria, merceologia e discipline storico-artistiche, messe a disposizione di varie realtà dedite alla conservazione e alla tutela dei beni culturali quali musei, antiquari, case d’asta e collezionisti. Il contributo delle botteghe di restauro, quindi, è estremamente prezioso e significativo, in quanto consente di salvaguardare attivamente una consistente quantità di beni storico-artistici di inestimabile valore. Grazie anche ad una maggiore sensibilizzazione del pubblico nei confronti dei beni culturali, sia mobili che immobili, concepiti come valore da rispettare e tutelare, oggi il settore del restauro è diventato oggetto di una significativa rivalutazione. Sta infatti conoscendo una progressiva crescita, particolarmente positiva per le giovani generazioni alle quali offre sbocchi lavorativi interessanti e ricchi di soddisfazioni.

Nel mestiere del restauratore, infatti, la realizzazione professionale si fonde alla perizia tecnica e ad un intenso amore per l’arte e per la bellezza. Nelle attuali botteghe di restauro, le metodiche più classiche e tradizionali vengono applicate ancora oggi nella maggior parte delle lavorazioni, ma agli strumenti antichi si sono in molti casi affiancati prodotti dalle formulazioni d’avanguardia ed apparecchiature altamente tecnologiche che consentono di svolgere molti procedimenti con maggiore rapidità, facilità e precisione. Ma ciò che rende davvero unico ed insostituibile il tocco dell’artigiano è quel profondo ed appassionato interesse per i mobili e gli oggetti d’epoca, visti come preziosi testimoni del nostro passato e quindi come valore da custodire, proteggere e tramandare.

Email marketing, l’importanza del Double Opt-In

email marketingSi calcola che, nel mondo, il 70% delle persone che abitano in paesi sviluppati utilizza internet. In Italia (un po’ indietro rispetto al resto dell’Europa), siamo comunque attorno al 60%. Di queste persone, almeno l’80% ha una casella di posta elettronica e la utilizza.

Da questi dati si capisce quale è la potenziale platea di utenti in grado di ricevere e valutare un messaggio pubblicitario inviato tramite posta elettronica. Questo l’hanno capito molto bene le aziende di advertising che da anni utilizzano web marketing e, in particolare, l’email marketing. Attualmente queste tecniche sono tra i più interessanti mezzi per veicolare il messaggio pubblicitario, e gli analisti prevedono che lo saranno sempre di più in futuro.
Oltre alla facilità di utilizzo e all’immediatezza di una capillare diffusione, l’email marketing ha anche il grosso vantaggio di una intrinseca economicità, e quindi un potenzialmente elevato ROI (Return On Investments).

Come in tutte le cose di recente istituzione, anche l’email marketing ha avuto alcuni problemi iniziali per risolvere i quali sono state pensate soluzioni che ne hanno cambiato man mano le modalità di utilizzo e le regole che vi ruotano attorno.

Nei primi tempi, infatti, alcune aziende mandavano mail propagandistiche ad elenchi indiscriminati e non ponderati di persone, puntando più sulla quantità che sulla resa di questa azione. La maggioranza dei destinatari quindi non era affatto interessata ai contenuti di queste mail, per cui per molti l’email marketing è stato più che altro un grosso fastidio. Questa tecnica, chiamata Opt-Out, genera quello che in gergo si chiama spam. Nonostante tutto, ancora oggi è usata da aziende con pochi scrupoli, e per questo non molto raccomandabili ne’affidabili.

Poiché la fiducia dell’internauta è fondamentale per il successo di una campagna di email marketing, tutte le aziende di comprovata serietà e professionalità oggi utilizzano differenti tecniche e metodologie di ricerca delle liste di indirizzi email ai quali inviare le loro proposte per gli acquisti. Queste tecniche prevedono il consenso all’invio da parte del destinatario. Anche per ragioni di privacy, questi metodi sono oggi legalmente necessari per operare in questo ambito.

Per quanto riguarda l’invio di email pubblicitarie esistono tre livelli di garanzia del rispetto della privacy. Questi livelli sono chiamati Opt-In, notified Opt-In e Double Opt-In. Quest’ultimo livello è quello che garantisce al 100% il consenso da parte dell’utente finale alla ricezione di email, newsletter, follow up eccetera di tipo pubblicitario.

Vediamo in dettaglio in cosa consiste il Double Opt-In.

Innanzitutto qui è il destinatario che chiede di essere inserito nella mailing dell’azienda che intende fare email marketing. Questo può farlo o tramite una email di richiesta o, più comunemente, tramite la compilazione di un form presente nel sito dell’azienda. Però non è escluso che questo primo passo possa essere effettuato da una persona che non è l’effettivo proprietario dell’indirizzo di emali indicato sul form, sia per malafede che, banalmente, per errori di battitura. Per evitare che questo accada l’azienda a questo punto invierà al destinatario una email con la richiesta di conferma. Solo la risposta a questa email da parte del destinatario attiva l’inserimento del suo indirizzo nella mailing list aziendale.

La pagina dove è presente il form di adesione è chiamata anche “squeeze page”. Compilato il form si viene normalmente reindirizzati nella cosiddetta “thank you page” dove si fa presente che è stata (o sarà inviata) una email all’indirizzo indicato e che questa richiede una conferma da parte dell’utente. Aperta la mail e cliccato sul link di conferma, si verrà reindirizzati nella “success page” che, normalmente, contiene l’avviso di avvenuto inserimento nella mailing list. Nella stessa pagina, talvolta, sono presenti filmati, file audio o altro che possono interessare l’utente, un po’ a titolo di premio per l’avvenuta registrazione.

Naturalmente, l’iscrizione alla mailing list tramite Double Opt-In non è definitiva: quando vuole, l’utente può richiedere la cancellazione dalla lista, ad esempio utilizzando il link che per legge deve sempre essere presente nelle mail pubblicitarie, tipicamente a piè pagina. L’utente può anche notificare il cambio di indirizzo di destinazione, nel caso fosse necessario.

Se per un’azienda è conveniente scegliere il double Opt-In o meno, (anche se il consenso da parte del destinatario della mail ci deve in ogni caso essere) è una discussione ancora aperta. Sicuramente le procedure più lunghe che l’utente deve effettuare per ottenere di essere inserito nella mailing list tramite Double Opt-In rispetto a quanto si deve fare per il semplice Opt-In darà luogo a mailing list più corte. E’ anche vero, d’altronde, che per un utente veramente interessato ai prodotti o ai servizi che una azienda propone, fare qualche click in più non comporta un grande sforzo. Inoltre la procedura da seguire può essere vista come una ulteriore conferma dell’affidabilità, serietà e professionalità aziendale. Per questi motivi da molti l’email marketing basato su liste di indirizzi formate tramite Double Opt-In è preferito, anche perché consente di avere mailing list più brevi, e quindi più facilmente gestibili, di persone più motivate all’eventuale acquisto del prodotto o del servizio di cui si occupa l’azienda.

Perché praticare lo yoga per conquistare il benessere

benessere yogaLa millenaria pratica dello yoga è a disposizione di tutti, perché genera è serenità, forza e conoscenza. Chiunque può praticare questa disciplina, anche chi è ammalato e desidera fortificarsi fisicamente e spiritualmente. Intendere la pratica dello yoga come una mera attività fisica è infatti limitante, perché esso chiede al corpo e alla mente di lavorare in sinergia per raggiungere uno stato di benessere elevato ed espanso ad orizzonti interni. Sebbene le figure praticate siano votate ad apportare beneficio al corpo ad un livello inizialmente fisico, il beneficio che esse desiderano raggiungere si espande alle parti interne del corpo e soprattutto ad aumentare la consapevolezza del proprio stato in termini spirituali.

Cosa sono le asana?

Lo yoga si sviluppa attraverso le asana, ovvero mediante una raccolta di posizioni studiate per allungare e tonificare i muscoli. Fortificando i muscoli si rafforzano le funzioni dei nostri organi vitali, perché nel corpo umano tutto è strettamente collegato e il segreto del benessere risiede nell’equilibrio fra i centri vitali e i centri periferici dell’organismo. Praticare lo yoga aiuta a rafforzare questo concetto e soprattutto a prenderne coscienza, in quanto molte volte siamo abituati a comprendere un semplice mal di testa come fine a se stante. La realtà é invece molto diversa e lo yoga aiuta chiunque lo pratichi a ricercare un ottimo equilibrio interno, sviluppando e fortificando il fisico nella sua parte esterna.

Lo yoga e la respirazione, come combattere lo stress

Ogni asana, ovvero ogni postura che chiede di essere mantenuta nello yoga, si accompagna ad una tipologia di respirazione, la quale mira ad accompagnare i movimenti con il giusto flusso di aria in entrata e in uscita. Inspirare ed espirare nel modo corretto sono pratiche che chiedono di essere imparate, ma che una volta acquisite non possono abbandonare, ma solo accompagnare con grazia chi le ha acquisite. Lo stress e i ritmi frenetici dei nostri tempi induce spesso a respirare in modo errato, senza raggiungere la naturale e necessaria ossigenazione che l’organismo richiede. Al contempo respirare nel modo scorretto porta a gonfiare la pancia e ad accumulare tossine, che difficilmente possono essere espulse in un secondo momento. Un capitolo chiede in questo momento di essere aperto sulla questione dell’ansia e del panico derivante dallo stress. Spesso quando si incappa in situazioni difficilmente gestibili, si tende a respirare in modo veloce e quindi ad inglobare inutile aria nell’organismo. Praticando lo yoga e quindi imparando l’arte della respirazione, si può far fronte agli attacchi ansiosi in modo naturale ed efficace, in quanto si è naturalmente portati a ricordare che il respiro è l’unico mezzo per bloccare in modo immediato queste pericolose manifestazioni. Respirare nel modo corretto si traduce inoltre in una stabilizzazione generale del sistema nervoso, in quanto i nervi infiammati e tesi possono contare su un rilassamento cosciente e incredibilmente auto-indotto.

Regolarizzare il metabolismo con lo yoga

Attraverso le asana il fisico diventa forte e resistente ma non solo, esso può raggiungere la regolarizzazione delle sue funzioni interne in modo efficace e naturale. E’ buona pratica risvegliare attraverso lo yoga la conoscenza di ogni singola parte del corpo, dalla punta dei piedi fino alla punta dei capelli e chiedere che ogni azione del metabolismo sia votata al benessere. E’ incredibile come lo yoga possa ad esempio normalizzare gli stati digestivi difficili e al contempo regolarizzare il metabolismo sotto ogni suo aspetto. Anche se ad un livello superficiale tutto ciò non é visibile, a livello interno si mettono in moto dei meccanismi di natura adattogena, votati cioé a normalizzare le funzioni del metabolismo e a riportarle ad uno stato di equilibrio. Il sistema digestivo lavora di conseguenza con più funzionalità, così come il sistema ematico e cardio vascolare. Lo yoga viene inoltre praticato da chi necessita di regolarizzare la pressione arteriosa, in quanto la respirazione corretta e la fortificazione dell’organismo portano il cuore ha subire un affaticamento minore e quindi a lavorare in modo più leggero.

Chi può praticare lo yoga?

I delicati movimenti delle asana possono essere praticate da tutti, in quanto non viene richiesta ne una preparazione atletica di base, ne di sforzare in modo massivo il fisico. I movimenti sono dolci, sinuosi e chiedono al corpo si accompagnare le curve che esso naturalmente presenta. Dopo un periodo di pratica si ottengono dei benefici visibili a livello muscolare, in quanto le parti interessate diventano più resistenti alla tensione e agli sforzi. Al contempo i benefici dello yoga si espandano al metabolismo interno e alla respirazione. Chi pratica yoga da molto tempo dispone di un fisico forte e riesce a dominare i problemi quotidiani con estrema saggezza e cognizione di causa. Questo aspetto è da considerarsi naturale, perché la mente percepisce di alloggiare in un corpo fortificato e abbatte le barriere legate alla paura e alla scarsa consapevolezza delle proprie risorse. Le risorse che lo yoga offre sono molte e soprattutto generose, in quanto alla portata di tutti. Chi soffre di particolari patologie può infatti trarre beneficio dalla pratica, così come chi deve apportare delle migliorie in termini di postura. Lo yoga agisce infatti con pari vigore in ogni parte del corpo, rendendo gli arti resistenti e quindi pronti ad affrontare il peso degli impegni. Lo stesso avviene nella schiena e nel collo, zone molto interessate dalle asana. Disporre di una struttura fisica eretta e di una sinuosità acquisita, si trasforma quindi in una grande risorsa per la propria autostima. Un corpo sano ospita una mente leggera, perché sicura di poter contare su una struttura forte e resistente. Questo è il segreto dello yoga, pratica dolce ma dall’essenza indubbiamente forte.

Collana d’oro da uomo, retaggio degli anni ’70?

Le collane sono forse il più antico tra i gioielli: in tempi antichissimi, come altri ornamenti, erano usate durante riti magici per allontanare gli influssi malefici.
Nella storia poi le collane hanno assunto forme sempre più raffinate e ai nostri giorni sono degli ornamenti particolarmente amati sia da uomini che da donne.

collana uomoI primi gioielli della storia furono quelli indossati dai sacerdoti, insieme alle corazze, che avevano un significato spirituale. Con il tempo gli artigiani orafi hanno poi iniziato a forgiare pezzi in oro anche per altre zone del corpo, in particolare per il busto e per il collo. Di conseguenza i gioielli da uomo con il tempo si sono trasformati in ricche corone, enormi anelli e vistose collane.
Ci sono in seguito stati periodi in cui la diffusione di gioielli per l’uomo era diminuita, perché vista come inappropriata per un’eleganza tipicamente maschile. Ma negli ultimi anni il sesso forte si è riavvicinato ai gioielli.
In particolare negli anni 70 erano di moda le camicie da uomo portate aperte quasi fino all’ombelico, su stretti jeans a vita bassa e con zampa di elefante. La camicia aperta consentiva quindi all’uomo, di mostrare, senza una grande eleganza, una vistosa collana d’oro o di bigiotteria, che l’uomo amava sfoggiare per essere ammirato. Probabilmente era una forma di protesta in un momento storico in cui dominavano la contestazione giovanile, gli hippies e le femministe. La collana d’oro al collo era per l’uomo un eccesso che andava mostrato con orgoglio, come tutti gli eccessi che cercavano di smantellare il perbenismo della società ingessata di quegli anni.
Oggi invece l’uomo, specialmente se molto giovane, ama indossare gioielli alla moda, con disegni esclusivi, tra cui orecchini personalizzati, originali bracciali, belle e vistose collane e, naturalmente, vari tipi di anelli. Ma l’avvicinarsi dell’uomo ai gioielli ha ben altra motivazione rispetto a quella che poteva avere negli anni ’70.

Oggi l’uomo, come la donna, cura di più lo stile e l’eleganza, cercando di distinguersi anche attraverso l’utilizzo di gioielli. Negli ultimi anni, anche gli anelli per le nozze, le cosiddette “vere”, sono stati opportunamente modificati per assecondare il gusto degli uomini, aggiungendo elementi di design innovativi non convenzionali.

A parte considerazioni storiche e sociologiche, spesso molti uomini tendono a indossare anelli, orecchini e orologi d’oro, tutti contemporaneamente, dimostrando di non conoscere i canoni dell’eleganza maschile. Pensano infatti di ostentare sfarzosità e ricchezza, invece mostrano solo confusione di idee e cattivo gusto.

In ogni caso spesso il gioiello tipico preferito dall’uomo è la collana. Alcuni amano indossarla d’oro massiccio o argento: molti stilisti hanno però realizzato diverse tipologie di collane, l’uomo può scegliere, una linea pesante e lavorata, oppure più leggera, semplica e liscia.
Inoltre alcuni preferiscono personalizzare i propri gioielli con delle lettere, simboli oppure con un’incisione.

Collane molto vistose rischiano di diventare un accessorio eccessivo e poco elegante, specialmente se si indossano in un ambiente sobrio ed elegante. Ma se sono indossate in vacanza oppure in un ambiente del tutto informale con gli amici possono essere accettate di buon grado. L’accessorio prezioso consente a un uomo di possedere una certa versatilità per ciò che riguarda la propria immagine, l’importante è che non si ecceda ma venga acquistato con criterio.

I gioielli, di ogni genere e dimensione, sono comunque, sia per l’uomo che per la donna, un investimento senza tempo, anche se, secondo le fondamentali regole di eleganza, un uomo, dovrebbe metterne in mostra il meno possibile. Se comunque si desidera acquistare un oggetto d’oro e non si possiede la liquidità sufficiente, ci si può rivolgere a uno dei tanti negozi “compro oro” che siano affidabili e corretti: presso questi negozi è possibile acquistare gioielli riportati a nuovo con prezzi davvero vantaggiosi!

Pietre preziose certificate presso i compro oro

gioiello con diamanteQuando si decide di acquistare un gioiello, per se o per fare un regalo speciale, si tende spesso ad affidarsi all’ispirazione.
Non c’è dubbio che la bravura degli orafi del nostro paese sia tale da dar vita a vere e proprie opere d’arte e che la quantità e varietà delle montature e delle lavorazioni permetta di individuare con un po’ di pazienza il gioiello perfetto per ogni persona.

Insomma, l’estetica conta, e non poco agli occhi di noi tutti.
Ma quando si acquista un monile in oro o argento, specie se questo monta pietre preziose se non addirittura diamanti, si fa qualcosa di più di una “compera”: si investe.
Che si sia veri e propri uomini d’affari o semplici piccoli risparmiatori, l’investimento in oro fisico rappresenta sempre una buona occasione per far fruttare il proprio patrimonio, indipendentemente dalla sua consistenza.
Sotto questo profilo la resa estetica del bene non è predominante, a meno che non ci si rivolga ad una nicchia di mercato qual’è quella dei collezionisti.
Per la valutazione economica dei preziosi si devono considerare unicamente le caratteristiche dei materiali utilizzati nella loro forgiatura.

I metalli nobili, oro e argento per primi, si caratterizzano per la loro capacità di mantenere inalterate nel tempo le loro qualità e quindi il loro valore.
Proprio per questo parlare di oro e argento usati non è del tutto corretto. Meglio sarebbe utilizzare un’altra locuzione e definirli “lavorati”.
Indipendentemente dall’epoca dell’acquisto e dalle condizioni di conservazione infatti, l’unico elemento in grado di influenzarne il valore è la quantità di oro puro in essi contenuto.
Questo dato viene indicato dalla titolatura ed espresso in carati o millesimi e varia in relazione alla specifica lega utilizzata, nella quale all’oro e all’argento, vengono uniti in differenti proporzioni altri metalli che, aumentando la durezza del composto, ne facilitano l’impiego in campo orafo.
Il titolo e il marchio, che indica invece il produttore, sono impressi in punzonatura direttamente sui monili. Per visualizzarli può essere necessario ricorrere ad una lente di ingrandimento e cercare con cura specie nelle parti più nascoste quali il retro o le chiusure.

Ad aumentare notevolmente il valore di un gioiello è però la presenza di eventuali pietre preziose.
Anche in questo caso non è possibile effettuare una valutazione di massima: ogni pietra ha delle caratteristiche uniche che la denotano e la differenziano dalle altre, anche della medesima “famiglia”, giustificandone la quotazione.
L’acquisto delle gemme, dei diamanti in particolare, richiede quindi una particolare attenzione.

Ferma restando la bellezza di tutte le pietre esistenti in natura, dal punto di vista economico la quotazione dipende dalla specifica combinazione di quattro qualità, stabilite a livello internazionale ed indicate dal linguaggio orafo come 4C, dalle iniziali dei rispettivi termini in lingua inglese.
Sono il taglio (cut), il colore (color), la purezza (clarity) e la caratura (carat) e dipendono in gran parte da madre natura, dato che solo la prima è connessa all’intervento dell’uomo.
Il taglio di una pietra preziosa è molto importante, in quanto permette di valorizzare al massimo le sue caratteristiche naturali, ma a rendere preziosi o preziosissimi alcuni esemplari è la perfetta combinazione di tutti i fattori.

Dato che in questo caso, diversamente da quanto abbiamo visto accadere per i metalli nobili, non vi è alcuna indicazione direttamente riportata sugli esemplari, quando si acquista una gemma diventa fondamentale richiedere la specifica certificazione.
In genere i commercianti di preziosi sono già in possesso della stessa e non hanno difficoltà a consegnarla all’acquirente all’atto della vendita.
Anche in caso di monili usati, acquistati presso le rivendite dei compro oro che forniscono spesso una maggiore varietà di modelli, qualora siano presenti diamanti o altre gemme, sarà consegnata la relativa documentazione.
Essa, che può essere compilata esclusivamente da un gemmologo, costituisce una sorta di carta di identità della pietra. Nel caso si tratti di diamanti, sarà anche riportato il numero di serie, oltre ad una descrizione e valutazione complessiva, atta a giustificare la valutazione.

In caso di gioielli acquistati in epoche passate, magari ereditati, per i quali si desidera avere una precisa indicazione del valore, in assenza di certificati o nel caso in cui la punzonatura sul gioiello non sia leggibile o manchi, è sempre possibile recarsi presso un esercente del settore e richiedere le verifiche del caso, ottenendo così la relativa documentazione.